Tutte le poesie Alessandro Manzoni icon

Tutte le poesie Alessandro Manzoni



НазваниеTutte le poesie Alessandro Manzoni
страница1/10
Дата конвертации29.07.2012
Размер1.19 Mb.
ТипДокументы
  1   2   3   4   5   6   7   8   9   10
1. /tutte_le.rtfTutte le poesie Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni

Tutte le poesie

Alessandro Manzoni

Tutte le poesie


Questo e-book è stato realizzato anche grazie al sostegno di:

E-text

Editoria, Web design, Multimedia

http://www.e-text.it/


QUESTO E-BOOK:


TITOLO: Tutte le poesie

AUTORE: Manzoni, Alessandro

TRADUTTORE:

CURATORE: Polvara, Attilio

NOTE: Tutta la produzione lirica di Alessandro Manzoni.


DIRITTI D'AUTORE: no


LICENZA: questo testo è distribuito con la licenza

specificata al seguente indirizzo Internet:

http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze/


TRATTO DA: "Tutte le poesie"

di Alessandro Manzoni;

a cura di Attilio Polvara;

Biblioteca Universale Rizzoli, B.U.R. 255-257;

Rizzoli editore;

Milano, 1951


CODICE ISBN: informazione non disponibile


1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 1 febbraio 2004


INDICE DI AFFIDABILITA': 1

0: affidabilità bassa

1: affidabilità media

2: affidabilità buona

3: affidabilità ottima


L'edizione elettronica del Progetto Manuzio dell'opera in versi di Alessandro Manzoni segue fedelmente nell'ortografia l'edizione della Biblioteca Universale Rizzoli, a cura di Attilio Polvara, Milano, 1951, se si eccettuano le seguenti variazioni:


Nel poemetto "Del trionfo della Libertà", il verso 75 del Canto II

Ahi! da la Patria troppo ingrata e bella

è stato corretto in:

Ahi! da la Patria troppo ingrata e fella


Nell'ode "In Morte di Carlo Imbonati" è stata corretta la numerazione errata del verso 60.


L'attribuzione ad ARMIDA dei versi 21-25, Scena II, della parodia "IL CANTO XVI DEL TASSO"

Il solito, o mia stella:

In questa parte e in quella

Vado portando il piè.

E tu che fai, mio bene?

Se la domanda è onesta.

era errata, ed è stata attribuita a RINALDO.



Alessandro Manzoni

Tutte le Poesie


Sommario:

AVANTI LA CONVERSIONE 4

TRADUZIONI 5

[UNA GARA DI CORSA] 5

[INDULGENZA NELL'AMICIZIA] 7

EPIGRAMMI 9

CONTRO UN FRATE 9

[PER L'INIZIO DELLA “MASCHERONIANA”] 9

CONTRO IL MONTI 9

LIRICHE GIOVANILI 10

[RITRATTO DI SE STESSO] 10

A FRANCESCO LOMONACO 10

[ALLA MUSA] 11

[ALLA SUA DONNA] 11

ODE [AMOROSA] 12

FRAMMENTO 13

D'UN'ODE ALLE MUSE 13

ADDA 14

IN MORTE DI CARLO IMBONATI 16

A PARTENEIDE 22

SERMONI 25

I – AMORE A DELIA 25

II – [CONTRO I POETASTRI] 28

III – A GIO. BATTISTA PAGANI 32

IV – PANEGIRICO A TRIMALCIONE 34

POEMETTI 40

DEL TRIONFO DELLA LIBERTÀ 40

CANTO PRIMO 40

CANTO SECONDO 45

CANTO TERZO 50

CANTO QUARTO 57

URANIA 61

[IL MIO GENIO] 69

I 69

II 69

III 70

IV 70

V 70

VI 70

VII 70

VIII 71

IX 71

DOPO LA CONVERSIONE 72

CANZONI E ODI CIVILI 73

[APRILE 1814] 73

IL PROCLAMA DI RIMINI 75

MARZO 1821 76

IL CINQUE MAGGIO 79

INNI SACRI 82

LA RISURREZIONE 82

IL NOME DI MARIA 84

IL NATALE 86

LA PASSIONE 89

LA PENTECOSTE 91

[OGNISSANTI] 94

[DIO NELLA NATURA] 96

RIME DI DEVOZIONE 97

SUL NOME DI MARIA 97

IL NATALE DEL 1833 98

STROFE PER UNA PRIMA COMUNIONE 99

PRIMA DELLA MESSA 99

ALL'OFFERTORIO 99

ALLA CONSACRAZIONE 100

PRIMA DELLA COMUNIONE 100

ALLA COMUNIONE 100

DOPO LA COMUNIONE 101

PER LA PRIMA COMUNIONE 101

EPIGRAMMI, SCHERZI E COMPLIMENTI 102

[PARODIA D'ARIETTA MELODRAMMATICA 102

METASTASIANA] 102

[I VERSI DEL CONTE GIOVIO] 102

L'IRA D'APOLLO 103

[A GIULIO, LODATORE DI “PAZZI SONETTANTI”, O CLASSICISTI] 105

IL CANTO XVI DEL TASSO 106

ATTO PRIMO 106

ATTO SECONDO 110

A CARLO PORTA 115

[POSTILLA AL PRECEDENTE SONETTO] 116

AL SIGNOR FRANCESCO HAYEZ 116

AD ANGELICA PALLI 116

PER VINCENZO MONTI 117

DISTICI LATINI 118

VOLUCRES 118

AD MICHAËLEM FERRUCIUM 118

POESIE D'INCERTA ATTRIBUZIONE 119

[PER UN PRELATO] 119

[ANACREONTICA] 119

L'APPARIZION DEL TASS 120

AVANTI LA CONVERSIONE




TRADUZIONI



I

[UNA GARA DI CORSA]


Da Virgilio,Eneide”, V, vv. 286-361

[1799-1800?]


Questa gara finita, il pio Trojano

Avviasi in verde campo, a cui fan cerchio

Selvosi colli, e ne la valle è un circo,

Dove l'Eroe di molti mila in mezzo

5 S'addusse, ed alto in un sedil si pose.

Qui se alcun voglia gareggiar nel corso

Con doni i cori alletta, e i premj pone.

Concorron Teucri d'ogni parte e Siculi:

Niso ed Eurialo primi; Eurialo insigne

10 Di fresca giovinezza e di beltade,

Niso di santo amor pel giovanetto.

Cui vien dietro Dior, regio rampollo

Del Priamide ceppo, e dietro a lui

Salio insieme e Patron; l'uno Acarnane,

15 Arcadio sangue e Teagete è l'altro.

Poi due giovin Trojani Elimo e Panope,

Usi in selve e compagni al vecchio Aceste.

Molti di poi che fama oscura involve.

In mezzo ai quali così favella Enea:

20 Nessun di voi senza miei doni andrassi.

Duo Gnossj strali di polito ferro,

E di scolpito argento una bipenne,

Saran fregio comune; i tre primieri

Tra i vincitor più raro premio avranno,

25 E andran di bionda oliva incoronati.

Corsier di ricca bardatura al primo:

Colma di Tracj dardi una faretra

Amazonia al secondo, intorno a cui

Larga e cospersa d'or fascia s'avvolge,

30 E levigata gemma ha per fermaglio.

D'esto elmo Argivo il terzo s'accontenti.

Ciò detto prendon loco, e il segno udito,

Già divoran lo spazio e di repente

Fuggon la sbarra tutti, al par di nembo

35 Sparpagliati, e gli sguardi hanno a la meta.

Primo si slancia, e di gran tratto brilla

Innanzi ai corpi de' volanti Niso

Lieve qual vento o quale alata folgore.

Addietro a lui, ma di gran pezza addietro

40 Salio s'affanna, e dopo voto spazio

Eurialo è terzo, ed Elimo l'insegue,

Sotto cui già già vola, e il pie' col piede

Dior gl'incalza, ed a le spalle il preme;

E se più spazio rimanea del corso,

45 Gli avria tolta la palma, o messa in forse.

E già sul corso estremo affaticati

Toccavano a la meta, allor che Niso

Su l'erba sdrucciolò, che il sangue avea

Di scannati giovenchi inumidita.

50 Misero giovanetto, in cor già baldo

De la vittoria, in sul terren calcato

Mal fermò l'orma vacillante, e prono

Tra il sozzo fimo e il sacro sangue el giacque.

Ma non già l'amor suo pose in oblio;

55 Poi che appuntossi in sul fuggevol suolo,

E stette a Salio incontro; ei riversato

Si rotolò ne la minuta arena.

Eurialo balza, e già la meta il primo

Tien per l'ufficio de l'amico, e vola

60 Tra il favorevol fremito ed il plauso.

Elimo poscia, ed or Diore è il terzo.

Ma l'adunanza del gran circo tutta,

E le file de' Padri più vicine,

Di schiamazzo empie Salio, e restituto

65 Chiede l'onor che gli rapia l'inganno.

Sta il favor per Eurialo, e il bel pianto,

E il valor che in bel corpo è più gradito.

Lo seconda Diore, ed a gran grida

Lo proclama, Dior che a la seconda

70 Palma or pervenne, e il minor premio avrassi,

Se l'onor primo a Salio è devoluto.

Allora Enea: Fisso ad ognun rimane,

O giovanetti, il premio suo, né puote

L'ordin turbar de la vittoria alcuno.

75 A me concesso or sia de la sventura

De l'incolpato amico esser pietoso.

Disse, e un gran tergo di leon Getulo

Grave di folta giubba, e d'unghia d'ora

A Salio dona. Allor Niso: Se tanto

80 È il guiderdon de' vinti, e dei caduti

Ti duol, qual degno darai premio a Niso,

Che l'onor meritai del primo serto,

Che sorte avversa, al par che a lui, mi tolse?

E ponea in mostra, favellando, il volto,

85 E la persona d'atro fimo intrisa.

Sorrise a lui l'ottimo padre, e fatto

Uno scudo venir, Greco lavoro,

Strappato ai Greci dal Nettunio tempio,

Inclito dono al giovin chiaro il diede.


II

[INDULGENZA NELL'AMICIZIA]


Da Orazio, “Sermoni”, I, 3, vv. 1-56

[1799-1800?]


Comune vizio de' cantori è questo,

Che di cantar pregati, infra gli amici,

Non vi s'inducon mai; non dimandati

Non fan più fine. Quel Tigellio Sardo

5 Fu tale. Augusto, che potea forzarlo,

Se il chiedea per l'amor del padre e il suo,

Nulla ottenea; se gli venia talento,

Da l'uova ai frutti ripetuto avria

“Evoè Bacco”, ora sul tono acuto,

10 Or sul più basso delle quattro corde.

Non mai tenne quest'uomo un egual modo.

Or correa per le vie siccome quello

Che fugge dal nemico, or come quello

Che di Giunone i sacri arredi porta.

15 Ora avea dieci servi, ora dugento:

Talor regi e tetrarchi, alte parole,

Risonava; talor: Non più che un desco

A tre piedi e di sal puro una conca

Ed una toga che m'escluda il freddo,

20 Sia pur succida, io vo'. Se dieci cento

Mila sesterzi avessi dati a questo

Frugal di poche voglie, in cinque giorni

Il borsello era vuoto; infino a l'alba

Vegliar soleva, e tutto il dì russava.

25 Nessun fu mai più da se stesso impari.

Ma qui dirammi alcuno: E tu? Non hai

Vizio nessuno? Ho i miei, più gravi forse.

Mentre un dì Menio cardeggiando stava

L'assente Novio: Ehi, l'interruppe un tale,

30 Non conosci te stesso? O a nova gente

Pensi dar ciance? A me fo grazia, ei disse.

Matta iniqua indulgenza e da biasmarsi:

Ne le magagne tue lippo e con gli occhi

Impiastricciati, perché mai sì acuto

35 Hai ne' difetti de gli amici il guardo,

Come l'aquila o il serpe d'Epidauro?

Indi è che i vizj tuoi spiano anch'essi.

È un po' stizzoso, e il naso fino offende

Di questi amici; rider fa quel tonso

40 Capo e la toga in fogge un po' villane

Cascante e il pie' che nel calzar tentenna.

Ma è buono a segno che un miglior non trovi,

Ma amico ei t'è, ma una divina mente

Sta sotto il vel di quella spoglia irsuta.

45 Infine a te rivedi il pel, se forse

T'abbia innestato alcun vizio Natura,

O pur l'abito rio; ché ne gli incolti

Campi la felce sciagurata alligna.

Or vengo a ciò, che de l'amante al guardo

50 Sfugge il difetto de l'amata, o piace,

Siccome d'Agna il polipo a Balbino.

Così vorrei che in amistà si errasse,

E a tal error nome onorevol dato

Virtute avesse. Qual del figlio al padre,

55 Tal de l'amico il vizio, ov'ei pur n'abbia,

Non fastidir dobbiam. Strabone il padre

Chiama il guercio, e piccin chi il figlio ha nano,

Come già fu quel Sisifo abortivo.

Varo appella quest'altro che a sghimbescio

60 Volge le gambe, e quel balbetta Scauro,

Che mal s'appoggia sul tallon viziato.

È un po' gretto costui, frugal si dica:

È inetto e alquanto vantator, leggiadro

Vuol parere a gli amici: oh ma feroce,

65 Libero egli è più del dover, per dritto

E per forte si tenga. È un po' focoso,

S'ascriva ai forti. Questo modo, estimo,

Gli amici unisce, e li conserva uniti.

Ma le stesse virtù noi stravolgiamo,

70 E diamo la vernice a schietto vaso.


  1   2   3   4   5   6   7   8   9   10



Похожие:

Tutte le poesie Alessandro Manzoni iconConfÉrence : approches de la poÉsie contemporaine en France

Разместите кнопку на своём сайте:
Документы


База данных защищена авторским правом ©podelise.ru 2000-2014
При копировании материала обязательно указание активной ссылки открытой для индексации.
обратиться к администрации
Документы

Разработка сайта — Веб студия Адаманов