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Mursia III. IL Cinquecento



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LANFRANCO CARETTI GIORGIO LUTI

La letteratura ITALIANA

per saggi storicamente disposti


MURSIA


III. Il Cinquecento


MACHIAVELLI



Nei confronti dell'opera del Machiavelli, nata nel clima del naturalismo laico rinascimcntale, fu subito energica l'opposizione promossa negli anni della restaurazione religiosa dai teorici della Chiesa, assertori del piщщ ligio confessionalismo: il cardinale Reginald Pole addita negli insegnamenti del Machiavelli una ispiщrazione dcmoniaca, intesa a far apparire la religione come instrumentum reglli il domenicano A. Catarino Politi promuove una vera campagna contro gli scritti “execrandi” del fiorentino. Si tratta in ogni caso di posizioni che denunciano piщuttosto un risentimento di coscienze offese e di interessi lesi anzichй proporre in qualche modo un'analisi critica ed interpretаativa. La condanna ufficiale della Chiesa, voluta da Paolo IV, tardт fino al 1559, nel III Indice dei libri proibiti. Piщщ autorevolmente impostata и l’opera di I.Gentilletа, del 1576, divulgata poi col titolo di Antimachiavellus: и a partire da quest’opera che si data tradizionalmente la nascita dell'antimachiavellismo. In opposizione a tante voci polemiche si colloca il De legationibus di A. Gentili, stampato a Londra nel 1585, che sostiene la tesi, poi molto accreditata, dell'”obliquitа” del Machiavelli, del suo spiщrito antitirannico, ribadendo pur sempre un atteggiamento di ripulsa morale nei confronti di alcune ciniche asserzioni contenute nel Principe.


Tra la fine del cinquecento e gli inizi del secolo successivo, negli anni che videro il primo consolidarsi delle monarchie assolute sotto l'ansia dell'egemonia e di un nuovo equilibrio europeo, si assiste ad un ambiguo tentativo di conciliazione tra i princмpiщ positivi del machiavellismo ed istanze ispiщrate ad una concezione etаica della politica: la “ ragion di stato” nasce appunto, in questi termini di compromesso, come una scienza politica al servizio di chi governa. Giovanni Botero, nei dieci libri Della ragion di stato (1589), pur polemizzando col Machiavelli che “fonda la ragion di stato nella poca coscienza”, e pur sostenendo che il principe deve in primo luogo operare con onestа, afferma tuttavia, come on(lamento cli governo, una pratica prudenza il cui uмIЌcio и cercare e ritrovale mezzi convenienti per conseguire il fine; Ludovico Zuccolo, nel saggio Della ragion di stato del 1621 cerca di superare questa antinomia riconoscendo alla ragion di stato un valore e una funzionalitа che vanno al di sopra del bene e del male morale, iacchc ccca non и se non “un operare conforme all'essenza o ~odi qulcllo stato che l'uomo si ha proposto di conservare o costituire” (per Machiavelli i problemi e per il significato della “ragion di stato” si cfr. F. Meinecke, L'idea della ragion di stato nella storia moderna, trad.
italiana, Firenze, Vallecchi, 1942, e ora Firenze, Sansoni1970; ma il saggio fu pubblicato a Berlino nel 1924). Sempre nel secolo XVII, Traiano Boccalini nei Ragguagli di Parnaso, pur condannando la sostanziale amoralitа della “ragion di stato”, riconosce nel Machiavelli l'intenzione di chi vuol rivelare ai sudditi, “metаtendo denti di cane in bocca alle pecore”, gli strumenti piщщ tristi dei governanti. Significativa nel primo Setаtecento и l'opera di F.Christ, De N.Machiavelli, stampata a Lipsia nel 1731, dove, attraverso una revisione personale dei giudizi critici precedenti, si comprendono e si giustificano storicamente le asserzioni del Principe. Nella seconda metаа del Setаtecento, venendo meno, in clima illuministico, I'opposizione e i pregiudizi della cultura ecclesiastica, si guarda a Machiavelli con spiщrito piщщ aperto, ammirandone le qualitа di politico e di storico (valga per tutti, il giudizio positivo del Baretаti). Assertore di libertа, mascherata con l'esaltazione della tirannide, и il Machiavelli nell'interpretаazione del Rousseau; e, sullo stesso piщano, и da ricordare la conclusione alfieriana secondo cui chi bene legge Machiavelli “non puт non riuscire se non un focoso entusiasta di libertа” (cfr. Del principe e delle letаtere, II, 9).


Vera e propria impostazione critica и nelle pagine del Foscolo (Frammenti sul Machiavelli, in Prose politiche e letаterarie, a cura di L. Fassт, Opere, VIII, Firenze, Le Monnier, 1933): la nobiltа morale del Machiavelli e l'immoralitа del Principe trovano giustificazione nella realtа storica concretаa del suo tempo: “cercando un usurpatore felice ed un popolo che sapesse poi rovesciarlo, lasciт a noi ne' suoi libri tante sentenze contrarie di tirannide e libertа, di virtщ e di delitti“. Nel nostro Risorgimento sia le interpretаazioni di parte laica (dal Mazzini allo Zambelli) sia quelle di parte cattolica (dal Gioberti al Balbo e al Cantщ) tendono pregiudizialmente a vedere nel Machiavelli un precursore del movimento unitario italiano, pur sentendo lontano dal proprio idealismo lo spiщrito informatore delle sue opere. Nell'Ottocento vasta risonanza ebbero nella Germania, anticlericale e prussiana, le opere del Machiavelli: dallo Hegel che vede nel Machiavelli il tcorico dello spiщrito umano reso libero dai vincoli di religione e di morale, a L.von Ranke che rimprovera a Machiavelli di aver voluto desumere dagli Annali di Livio scntenze mal applicabili, per naturali diversitа storiche, alla realtа politica dell'Italia cinquecentesca. Il De Sanctis nella Storia della letаteratura italiana e nei Saggi critici и il primo a riconoscere valore di novitа scientifica al Machiavelli: le sue opere, nate nella crisi della civiltа medioevale, sono la testimonianza di una cosciente autonomia acquistata dall'uomo di contro alla concezione trascendente della vita: “Il suo concetаto и che il mondo и quale lo facciamo noi, e che ciascuno и a se stesso la sua provvidenza e la sua fortuna”. Ma di fronte a questa nuova libertа dell'uomo s'innalza la “divinitа” dello stato: “La sua 'patria' mi rasson1 giа troppo l'antica divinitа, e assorbe in sй religione, moralitа, individualitа.” Il suo stato nel1 c controllo di csscic auLonolЌlo Co, ma toglie autonomia a tutto il rimanente. Ci sono i diritti dello stato: mancano i diritti dell"'uomo" . Non sfugge a De Sanctis la qualitа dello stile del Machiavelli: una prosa che и come “la coscienza e la riflessione della vita”, non sillogistica, ma scarna e tutta compenetаrata di sostanza.


Altri lavori ricchi di erudizione storica e di introduzione di prima mano sulla vita e sulle opere dello scrittore: P. Villari, N. Machiavelli e i suoi tempiщ, 3 voll., Firenze, Le Monnier, 1877-82 (poi Milano, Hoepli, 1927) e O. Tommasini, La vita e gli scritti di N.Machiavelli nella loro relazione col machiavellismo, Torino, Loescher, I, 1883, II, 1911.


Un'organica sistemazione filosofica del pensiero machiavelliano и contenuta nelle pagine di B.Croce, che vede chiaramente formulate dal Machiavelli la necessitа e l'autonomia della politica che, come categoria dell'utile e come momento etаerno della vita pratica, и al di lа del bene o del male morale. E un'”acre amarezza” si accompagna nel Machiavelli a questa asserzione della necessitа della politica, come segno di profonda coscienza morale (cfr. Teoria e storia della storiografia, Bari, Laterza, 1917; Etica e politica, Bari, Laterza, 1931; Filosofia e storiografia, Bari, Laterza, 1949; Una questione che forse non si chiuderа mai, in “Quaderni della critica”, 1949; ciт che Machiavelli fece e ciт che lasciт da fare, ibidem, 1950). Su un piщano netаtamente diverso si colloca F. Ercole (La politica di N.Machiavelli, Roma, Anonima Romana Editr., 1926): la distinzione tra morale e politica in Machiavelli, sostenuta e difesa dalla tradizione critica desanctisiana e crociana, viene dall'Ercole rifiutata in nome proprio di una assimilazione tra i due termini, per giungere ad una assai discutibile etаicitа della ragion di stato. Interpretаazioni diverse, legate senza obietаtivitа storica ad ideologie politiche autoritarie, non mancarono in questi anni, e non soltanto in Italia ma anche in Germania e in Francia. Impostazione rigorosamente storica, attenta alla personalitа umana del Machiavelli e al suo concretаo ambiente politico-sociale, и invece negli scritti di F. Chabod, Scritti su Machiavelli, Torino, Einaudi, 1964 (riunisce sei saggi apparsi tra il 1925 e il 1955). Fondamentale и poi il contributo portato da L. Russo (Machiavelli, Bari, Laterza, 1945, poi 1966; comprende saggi composti tra il 1931 e il 1949) che, partendo dalla posizione desanctisiana, attraverso l'analisi dei testi che armonizza i rapporti tra le varie opere, vede nel Machiavelli l'artista-eroe della politica pura, “perchй la sua era la passione per la tecnica politica nella sua purezza” ed egli era “I'artista incantato dal suo stesso osservare e speculare”: da ciт deriva una stretаta aderenza tra pensiero e prosa, tra espressione e logica delle cose nella pagina del Machiavelli.


Per la ripresa delle indagini nel secondo dopoguerra, in un mutato clima sociale e politico grande importanza ebbe la pubblicazione delle pagine di Antonio Gramsci (Note sul Machiavelli, sulla politica e sullo stato moderno, Torino, Einaudi, 1949) che offrirono un'inquadratura europea della posizione del Machiavelli. Importante, sul pensiero del Machiavelli, I'opera di G. Sasso, N. Machiavelli. Storia del suo pensiero politico, Napoli, Istituto Italiano di Studi Storici, 1958. Fra gli studi di carattere storico-politico piщ recenti si segnalano, oltre alla biografia di R. Ridolfi (vita di N. Machiavelli, Roma, Belardetаti, 1954; poi ristampata in una nuova edizione aggiornata e riveduta presso l'editore Sansoni nel 1969); F Gilbert, N.Machiavelli e la cultura del suo tempo. Il Mulino, 1961 (Vi sono riuniti scritti aprarsi in pubblicazioni americane dal 1939 al 1960); D. Cantimori, N. Machiavelli: il politico e lo storico, nel volume IV, 11 cinquecento, della storia della letteratura italiana (Milano, Garzanti, 1966)- E. Garin, Aspetаti del pensiero del Machiavelli, in Dal Rinascimento all'llluminismo, Pisa, Nistri-Lischi, 1970; V. Masiello, Classi e stato in Machiavelli. Adriatica, 1971.


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Machiavelli


Per le opere letterarie si veda L.Blasucci, Le opere letterarie di Machiavelli, nel citato volume IV della Storia della letаteratura di Garzanti: R. Ridolfi, Studi sulle commedie del Machiavelli, Piщsa, Nistri-Lischi, 1968; A.Parronchi, La prima rappresentazione della “Mandragola”. Il modello per l'apparato. L'allegoria, in “La Bibliofilia”, 1962; G. Bаrberi Squarotti, La forma tragica del “Principe” e altri saggi sul Machiavelli, Firenze, Olschki, 1966; M. Martelli, La versione machiavelliana dell'”Andria”, in “Rinascimento”, 1968, pp. 203 segg.; E. Raimondi, Politica e commedia, Bologna, Il Mulino, 1972; G. Ferroni, “Mutazione” e “riscontro” nel teatro di Machiavelli, Roma, Bulzoni, 1972; L.Vanossi, Situazione e sviluppo del teatro machiavelliano, in AA.VV., Lingua e strutture del teatro italiano del Rinascimento, Padova, Liviana, 1970.


Per la lingua e la terminologia tecnica si rinvia a F. Chiappelli, Studi sul linguaggio del Machiavelli, Firenze, Le Monnier, 1952 (ed ora Nuovi studi sul linguaggio di Machiavelli, idem, 1969 e Machiavelli e la 'lingua fiorentina', Bologna, Boni, 1974); F. Chabod, Metаodo e stile di Machiavelli, in Il Cinquecento, Libera Cattedra di storia della Civiltа fiorentina, Firenze, Sansoni, 1955 (poi in Scritti su Machiavelli, cit.); H. De Vries, Essai sur la terminologie constitutionelle chez Machiavelli, Amsterdam 1957; L. Caretаti, Machiavelli scrittore, in “Terzo programma”, 1970. Importanti infine gli studi vari di R. Ridolfi, M. Martelli, S. Bertelli, C.Dionisotti, A.E.Quaglio, L. Blasucci, F. Chiappelli, I. Baldelli, ecc. nel numero doppiщo 33-34 (1970) di “Cultura e scuola” interamente dedicato a Machiavelli.


Per le moderne edizioni di tutte le opere si ricordi: Tutte le opere storiche e letаterarie, a cura di G. Mazzoni e M. Casella, Firenze, Barbera, 1929; Opere, a cura di A. Panella, Milano, Rizzoli, 1939; Tutte le opere, a cura di F. Flora e C.Cordiй, Milano, Mondadori, 1949; Opere, a cura di M. Bonfantini, Milano-Napoli, Ricciardi, 1954; Opere completаe, a cura di S. Bertelli e F. Gaetаa, prefazione di G. Procacci (con note introduttive e bibliografiche, commento, glossari e indice nei nomi per ciascun volume), Milano, Feltrinelli, 1960-65; Opere, a cura di E.Raimondi, Milano, Mursia, 1961, 1971. Opere letаterarie a cura di L. Blasucci, Milano, Adelphi, 1964; Legazioni, commissarie, scritti di governo, a cura di F.Chiappelli, I (1498-1501) Bari, Laterza, 1971-73; Tutte le opere, a cura di M.Martelli, Firenze, Sansoni 1971. Fra le antologie commentate si vedano: Le opere maggiori, a cura di P. Carli, Firenze, Sansoni, 1923; Antologia machiavellica, a cura di L. Russo, Firenze, Le Monnier, 1931 (poi ristampato); 11 Principe, a cura di F.Chabod, Torino, Utet, 1924, 19613; Scritti scelti, a cura di V. Arangio Ruiz, Milano, Mondadori, 1941; Il “Principe” e altri scritti, a cura di G. Sasso, Firenze, La Nuova Italia, 1963.


Per la bibliografia si rinvia all'appendice bibliografica ai capiщtoli dedicati al Machiavelli da D.Cantimori e L. Blasucci nel vol. IV della Storia della letаteratura italiana di Garzanti, cit.; si cfr. inoltre per gli studi fino al 1935, A. Norsa, Il principiщo della forza nel pensiero politico di Machiavelli, Milano, Hoepli, 1936- e infine E.W. Cochrane, Machiavelli (1940-1960), in «Journal of Modern History”, 1961. Per la storia della critica si rimanda a C F. Goflis, Machiavelli, in 7 classici italiani nella storia della critica, I, Firenze, La Nuova Italia, 196; F. Fido, Machiavelli. Storia e antologia della critica, Palermo, Palumbo, 1965; F. Montanari, Machiavelli, in Letаteratura italiana. I Maggiori, I, Milano, Marzorati, 1956; V. Masiello, Momenti sintomatici della moderna critica machiavelliana, in Classi e stato in Machiavelli, cit.: F. Gilbert, Machiavelli in modern historical scolarship, in “Italian Quarterly”, 1970; C.F. Gowks, Gli studi machiavelliani nell'ultimo ventennio, nel giа citato numero speciale di “Cultura e scuola”; G. Sasso, La critica dal De Sanctis ai nostri giorni, nel vol. coll. Machiavelli nel V centenario, Torino, ERI, 1970. Per la fortuna del Machiavelli all'estero si veda almeno M. Praz, Machiavelli in lnghilterra, Roma, Tumminelli, 1942 e gli Atti del convegno internazionale su Il pensiero politico di Machiavelli e la sua fortuna nel mondo (San Casciano, Firenze, 28-29 sett. 1969), Firenze, Ist. naz. di studi sul Rinascimento, 1972.

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